per mia zia il carnevale è come il natale, solo in maschera. riempie la casa di ogni orpello possibile, che ogni ospite dovrà poi passare in rassegna e per ogni stravaganza è d’obbligo emettere un mugolio o una risatina.(per sapere com’è a natale per mia zia visitate il blog gattedapelare…) per giunta, da anni volontaria al fatebenefratelli, parla solo di preti e malati. qualsiasi argomento venga trattato lei tira in ballo i preti e i malati (e i dottori). anche quando pare impossibile un collegamento. dopo due ore di preti e malati e 800 calorie in più nella mia pancia sono fuggita. le voglio bene, e quando sto per diventare seriamente acida taglio la corda. mia madre invece rimane e puntualmente nasce un accesa discussione tra le due donne in merito all’opus dei. (poi si stufa e litiga con mio zio per berlusconi e pecoraro scanio..)
pare che mia zia abbia pure fatto una tombola con dei premi ameni, pare abbia giocato per me in mia assenza, per farmi vincere apposta qualcosa. credo non si sia mai chiesto se gli ospiti gradiscano tutto questo. lei si diverte un mondo. …la tombola il 19 febbraio… e ora da mia madre ci sono due pacchi incartati che mi attendono. mia zia è ancora molto bella, ed è indiscutibilmente una donna sofisticata, ma ostinatamente dichiara che ciò che le dona facilità nei rapporti è il carattere e in particolare la disponibiltà verso il prossimo…
strano che alla sua festa di carnevale fossimo solo in sei, e per l’anniversario della morte della madre di due giorni fa non abbia sprecato in tutto il pomeriggio neanche un accenno…

benissimo.
il grande freddo e’ passato.
sono stata molto bene amiche mie. in ogni momento. con tutte.
adesso vorrei la foto delle gatte.
chi di voi si attiva?
siamo arrivati alle 12.30 con una busta piena di doni per i padroni di casa e due cesti pieni di vettovaglie come cortesia per il pranzo che ci aspettava. molto meno di quello che loro fanno quando vengono loro da noi per la stessa occasione, quando è il nostro turno..
siamo andati via alle 20.30, nel frattempo si è consacrato un rito sadico: aperitivi e pranzo con un numero di portate ed un garbo nell’offerta da costringere chiunque ad ingerire una quantità mostruosa di calorie, e poi, con la piancia piena piena la mazzata: tre ore per scartare l’imbarazzante quantità di regali, di cui l’ottanta per cento costituita da quelli che i padroni di casa si scambiano tra di loro volendo fortemente condividere la gioia con noi che i nostri ce li scartiamo prima. ogni regalo ha un perchè, ogni regalo ha un biglietto che va letto a voce alta, ogni regalo va scartato con cura, e ogni volta bisogna trovare le forbici perse tra le carte del pacco precedente, poi le forbici si trovano, il nastro viene tagliato, e il pacco scartato e durante l’operazione, si produce un commento, poi il gridolino, il dono è uscito fuori dal pacco che lo ha partorito, la sorpresa è spesso forzata, quasi tutti i doni sono stati espressamente richiesti da chi li riceve, gli altri sono talmente futili che non vale nemmeno la pena commentarli. a fianco allo scartatore di turno un bidone che malamente contiene le carte da buttare, i biglietti no, quelli si conservano, non si sa mai, un altr’anno, finisse la fantasia….
poi per rallegrarci due fantastici giochi: la pesca prima e la tombola dopo in cui i premi sono oggetti ameni che la padrona di casa si è divertita ad acquistare in mercatini sparsi per la città, e noi tre lì a regalare una pioggia infinita di sorrisi di circostanza. ci siamo arresi, da sempre, una resa incondizionata. non c’è assolutamente nulla da fare, tranne che aspettare che finisca e anche quest’anno, grazie al cielo, è finita, senza che mia cugina pur trentenne si sia messa a piangere perchè non si sente capita o non ha ricevuto un determinato regalo, senza che i miei zii abbiano risparmiato al suo fidanzato una pioggia di critiche, ma solo in sua assenza, lui ancora può concedersi questo lusso, senza che mia zia abbia escluso l’elenco dei santuari cui si è recata per pellegrinaggi negli ultimi tre mesi…
fantascienza? no grazie, mi basta il natale..
ieri sera me ne tornavo a casa, ero in macchina da sola,
poco dopo piazza dei giureconsulti, ferma al semaforo davati al macdonald,
ore 11.
una macchina accanto mi suona, io mi giro e vedo un uomo
con un sorriso a tutto denti,
resto in attesa che mi chieda una indicazione, la disposizione d’animo esattamente questa, faccio un sorriso con la domanda stampata in faccia:
che strada cerchi?
lui invece continua a sorridere e mi fa il cenno del caffe’, e col labbiale mi dice:
-ci prendiamo un caffe?
io ingenuamente sbotto a ridere e poi sempre con un sorrido gli rispondo di labbiale:
-no grazie.
risuona.
mi giro di nuovo a guardare, e lui col sorriso ancora piu’ grosso mi dice:
-dai! c’e’ un bar li’, prendiamoci un caffe’.
ed io:
-no, veramente. grazie lo stesso.
al che’ il semaforo si e’ fatto verde e io parto.
naturalemnte parte pure lui, e mi si mette dietro, e inizia a suonare e lampeggiare.
al che mi innervosisco.
a piazza carpegna mi si mette al fianco sinistro e continua a suonare e lampeggiare.
io dritta, impassibile, mi tengo al centro sinistra, poi all’ultimo minuto svolto a destra, obbligando lui a andare dritto.
questa cosa mi ha divertita e innervosita. al di la’ dell’eventuale piacere/gratificazione che possa fare un invito da parte di uno sconosciuto a prendere un caffe’,
mi chiedo: ma come puo’ un uomo aspettarsi che una donna accetti? in una situazione del genere, insistendo in questo modo, a un’ora tale.
insomma, sicuramente le sue probabilita’ come me erano totalmente nulle, ma perche’ diventare cosi’ aggressivo?
perche’ io l’aggressivita’ l’ho sentita, e come!
ieri mattina, recandomi in galleria, prendo l’autobus insieme ad un’intera classe di bambini delle elementari. l’autobus era già sufficientemente pieno, ma dove ero io c’erano mille pertugi in cui infilarsi.. dopo pochi secondi mi guardo in giro e vedevo bambini ovunque: incastrati dietro la macchinetta obliteratrice, seduti sulla ruota dietro ad un sedile, in quattro a dividersi due sedili sul dietro, e altri sparsi in piedi che continuavano a scoprire nuovi posti mai notati in un autobus. la cosa più singolare è stato il loro stupore. guardavano fuori, quelli seduti dietro erano eccitatissimi perchè vedevano la strada dall’alto, e poi il vento dal finestrino, le curve che li facevano sbandare qua e là, alcuni si sono messi a giocare a carte, altri parlavano delle trascorse vacanze, un altro si lamentava perchè in un luna park non gli hanno consentito di salire su una giostra perchè non è ancora alto centotrenta centimetri.. ma venivano continuamente distratti dal mezzo pubblico. sembravano affascinati.. e ho pensato: ‘sti qua, quando mai hanno preso un autobus?, ‘sti qua, viaggiano solo in macchina e in aereo, ho pensato: ‘ai miei tempi i genitori ci facevano andare in giro con gli autobus e a noi non andava’.
ho pensato che è davvero un evento raro vedere un bambino su di un autobus, anche accompagnato.
ciò che mi sfugge è se sia la nostra generazione a non amare l’uso del mezzo là dove è possibile usarlo comodamente, o solo la routine, o altro…
sono nella merda? sono nella merda..
la mostra: passepartout, didascalie, cornici, vetri, cataloghi, cartoline, segnalibri, i corsi di pittura che domani partiranno e quindi: dispense, materiali vari, ripasso, calendario, ricevute, aaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!
voglio una segretaria…
(aiuto)

stamani ho da elaborare uno strano lutto..
Stanotte il gruppo in cui suono da anni ha cessato di esistere. il suo cuore ha smesso di battere. I motivi sono vari, prevedibili e tediosi e li tralascio. mi sono svegliata incredula e triste.
mille cose non sopportavo più in una situazione che era ormai lo spettro di se stessa, ma Lei è sempre rimasta. Lei, quella meravigliosa sensazione, insieme agli altri sette ragazzi e imbracciata la tromba, che provavo quando la musica partiva. Sono passati sette anni da quando l’ho sentita la prima volta. Ho suonato in vari gruppi, ma non è mai stata la stessa cosa..
Sette anni in cui, oltre ai problemi, c’è stata tanta amicizia, tenerezza, risate, esperienze tra le più originali e poetiche della mia vita.
e oggi è anche il compleanno del leader del gruppo.
Strano mondo, quello dei numeri..
Tutte le mattine faccio la stessa strada per andare a lavoro
E tutte le mattine passo per la stessa via con di fronte lo stesso palazzo dove, alla finestra del primo piano, sta affacciata una vecchina, mi fa tanta tenerezza, è li che guarda il traffico e chissà cosa pensa?
Bhe, per un pò di giorni non l?ho vista, il pensiero che le potesse essere successo qualcosa mi ha fatto tristezza, ma poi oggi era li ?mi sono sentita sollevata
sai, la gente è strana
prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente
come la moda cambia, lei pure cambia
come fosse niente..
…tu, tu che sei diverso,
almeno tu nell’universo
un punto sei, che non ruota mai intorno a me,
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore tu…
B.Lauzi
si manifesta in tanti modi….
e dopo aver tentato di uscire con la macchina senza aprire il cancello,
questa mattina invece sono andata via senza chiuderlo!
fate bene a preoccuparvi per me